venerdì 14 dicembre 2012

House kn





















































Luogo: Miura, Kanagawa, Giappone

Architetto: Kazuyasu Kochi + Mana Kochi del Kochi Architect’s Studio

Anno di realizzazione:2006

La residenza è nella prefettura di Kanagawa, in Giappone. L'impostazione di questo settore residenziale suburbana è stato staccato dalla casa, estendendo le linee del giardino.
Dapprima, una grande scatola è stata inserita in tutto il campo, poi è stato fatto un grande vuoto, come una finestra.  
Il rapporto "Casa / Giardino" viene eseguita in un "Big Box", che comprende il giardino e l'atmosfera intorno alla terra ad una scala adeguata.
La scatola forma un ambiente con una grande finestra di scelta, con il cielo a sud verso la terra e verdeggiante a nord. 
Questo è un test per una residenza urbana per aprire e chiudere l'ambiente, consentendo loro di sentire tutto su una scala più ampia. 

Tratto da: http://www.kkas.sakura.ne.jp/ 

mercoledì 12 dicembre 2012

Whitepod



























Luogo: Monthey, Svizzera

Interior design: Angelique Buisson

Anno di realizzazione: 2012

Si trova a 1700 metri di altezza sul livello del mare l’insieme di 15 igloo abitabili, immersi nella neve delle Alpi svizzere, che compongono il WhitePod Alpine Ski Resort, l’hotel dall’inedita configurazione progettato da Angelique Buisson.
Ogni singolo igloo è stato ideato per ricreare, all’interno, l’atmosfera confortevole di una camera dotata di camino a legna e letto king-size, ma anche per fruire della vista panoramica esterna delle Alpi innevate, in quanto ciascuna unità è costituita da una struttura geodetica poggiata su una piattaforma in legno munita di terrazza.
Al centro del gruppo di igloo vi è lo chalet in legno che ospita, invece, gli spazi comuni dell’hotel e una spa, dove potersi riunire per mangiare e socializzare.
WhitePod Alpine Ski Resort rappresenta una soluzione progettuale di basso impatto ambientale, a stretto contatto con il contesto naturale alpino e lontano dall’inquinamento urbano, oltre che una visione del tutto innovativa della destinazione ricettiva.

lunedì 10 dicembre 2012

EcoHouse






















Luogo: Brighton, Inghilterra

Architetto: Duncan Baker-Brown

Anno di realizzazione: Verrà conclusa nel maggio 2013

Nella città inglese di Brighton nascerà la prima casa di rifiuti: si chiama Eco-House, il progetto dell’architetto inglese Duncan Baker-Brown che sarà realizzato all’interno dei campus dell’Università di Brighton al centro della città.
Realizzata con rifiuti e materiali in eccesso provenienti da alcuni cantieri e da industrie locali Eco-House favorisce in questo modo il minor impatto ambientale: si tratterà, tra l’altro, di una vera e propria abitazione a km zero, dato che tutti i materiali di costruzione sono locali.
L’architetto, fondatore dello studio di architettura BBM Sustainable Design, oltre che per la costruzione dell’edificio ha pensato a realizzare una casa eco-friendly anche una volta abitata: sarà infatti dotata di pannelli solari integrati nella struttura e di un sistema di ventilazione e di recupero del calore altamente sostenibile.
Una volta conclusi i lavori, il cui tempo di realizzazione previsto coprirà il periodo da novembre al prossimo maggio 2013, EcoHouse ospiterà uno spazio espositivo ed un laboratorio oltre a costituire un modello di eco sostenibilità per le altre costruzioni.

sabato 8 dicembre 2012

Villa Midgard











Luogo: Stockholm

Architetto: Dapstockholm

Anno di realizzaizone: 2011

La casa si sviluppa proprio dalla foresta circostante e del paesaggio di montagna. La casa diventa non solo un'opera d'arte, ma un lavoro della terra.
Villa Midgard si trova immerso in un luogo tagliato fuori dal terreno roccioso di una collina. Come visitatori avvicinarsi al sito, vengono accolti da un tetto verde garage che sembra crescere dalla roccia della terra.
Una passerella calcare conduce alla prima facciata della casa, che è caratterizzato da un volume in acciaio Corten appeso sopra il primo piano, che è rivestito in legno di screening. 

Il lato nord della casa dispone di una piscina in cemento scuro scavato nella roccia come se fosse naturale formata. 
Una sistema a pannelli solari, montato in alto sopra il tetto, riscalda la piscina e aiuta a compensare i costi di riscaldamento. Una scala conduce al piano sotterraneo, che è coperto da un esterno in ardesia. Tutti questi materiali durevoli si combinano per creare un basso-manutenzione della casa lontano dalla città che offre una vacanza rilassante in un momento di preavviso.

All'interno di Villa Midgard l'estetica moderna è proseguito per tutto le linee pulite e taglienti delle pareti, armadi e scale. 

Legni scuri portano il calore di un interno che sembra austero a prima vista. I colori vivaci delle piastrelle in bagno danno alla casa un senso di auto-espressione. Nel complesso, il design degli interni della casa risponde bene alla luce diurna naturale e la sostenibilità dei materiali.

Tratto da: http://dapstockholm.se/

giovedì 6 dicembre 2012

Casa Prè de Sura























Luogo: Val badia, San Martino in Badia, Italia

Architetto: Casati Hub

Anno di realizzazione: 2010

La Casa Prè de Sura, progettata dal Casati hub di Innsbruck, è una riedizione originale delle tradizionali baite in legno che punteggiano la Val Badia. I volumi elementari sono quasi interamente rivestiti in listelli di frassino cotto al vapore e sono interrotti solo dalle finestre irregolari che punteggiano le facciate (e parte del tetto).
Le finestre sono a volte tanto grandi e profonde da essere "abitabili", da potercisi sedere o sdraiare godendo del panorama. Altre volte sono molto sottili e a livello del pavimento, tanto da apparire misteriose se non si cambia prospettiva. Sono le finestre dedicate ai piccoli della casa, che possono trovare un rapporto "su misura" con i prati verdi (o ricoperti di neve) che circondano la casa.
Quello che sembra un vezzo, una concessione alla telegenia dettata dalla moda, è in realtà l'elemento centrale della costruzione e del suo rapporto col paesaggio. Indirizzando l'attenzione, guidando gli sguardi di chi sta sdraiato nel letto e di chi cammina a gattoni, la casa si apre al paesaggio secondo una tradizione che ha le sue origini addirittura nel rinascimento italiano.
La costruzione poggia (purtroppo) su delle fondazioni in cemento armato ma la sua struttura è quasi interamente in legno ad eccezione di un muro centrale, che non ha funzione strutturale e che è realizzato in "terra pressata". Questo muro è costituito da strati sovrapposti di terra secondo una tecnica tradizionale riscoperta e portata in auge soprattutto grazie al lavoro Martin Rauch, il costruttore austriaco guru di questa che è anche una filosofia di vita.
Il muro, oltre ad avere il caratteristico effetto striato naturalmente piacevole, funziona anche da regolatore dell'umidità in casa, assorbendola quando in eccesso e rilasciandola al bisogno. La sua matericità e il suo peso creano un piacevole contrasto con la precisione minimale e geometrica del resto della struttura, aprendosi come una "finestra interna" su un altro tipo di natura di cui fare esperienza.

Casa a Crevenna






















 
Luogo: Crevenna, Como, Italia

Architetto: Marco Castelletti

Anno di realizzazione: 2007

In una zona dal significativo profilo ambientale, in cui emergono visuali panoramiche verso l’arco delle Prealpi lombarde, la residenza unifamiliare progettata da Marco Castelletti nella località di Crevenna (provincia di Como) si situa su un lieve dislivello del terreno che diviene elemento costitutivo del progetto. La costruzione aderisce al declivio e si organizza su due livelli che seguono la lieve differenza altimetrica. La recinzione della proprietà è trasparente, in modo da rendere visibile sia la conformazione del terreno sia la compattezza dell’edificio che si dispone per linee orizzontali, in una rigorosa geometria. L’ingresso agli spazi abitativi, sul prospetto nord, è marcato dalla stretta linea di gradini in pietra che supera il dislivello del terreno.
La residenza è composta da due volumi contrapposti, a netti contorni e differenziati per funzione, trattamento delle superfici di parete e tipo di copertura. Il volume, che accoglie l’ingresso, le scale, i servizi igienici  e gli impianti, è definito dalla copertura piana e dal rivestimento delle facciate in pietra, ed ha un forte impatto materico e cromatico.
A questo si contrappone il retrostante volume principale con pareti intonacate bianche, di forma allungata e dalla caratteristica sezione a timpano, in cui si allineano gli spazi abitativi, sviluppati con un andamento longitudinale sull’asse est-ovest. Il livello dell’ingresso costituisce il piano superiore dell’edificio: la zona soggiorno è situata verso est, collegata con una vetrata alla cucina, ed è separata dalla zona notte, che dispone di tre stanze da letto, di cui due singole. Il fronte est si apre alla vista del panorama. L’architettura lineare dell’edificio amplifica il valore paesaggistico, inserendosi con attenzione: la zona giorno immette direttamente su una loggia coperta, situata all’interno della sagoma volumetrica, costruendo uno spazio fortemente caratterizzato dal prolungamento del tetto a due falde che contraddistingue il corpo principale dell’edificio. Il piano interrato ospita locali accessori, dal garage al locale termico, e attesta sul fronte verso est un ampio spazio pavimentato in legno e con pareti a specchio per l’insegnamento della danza, sottostante alla loggia coperta: la vetrata a tutt’altezza si correla al prato circostante, in modo coerente all’integrazione paesaggistica che la residenza persegue. Al livello superiore, il prospetto verso sud si apre in corrispondenza della zona cucina e delle due stanze da letto singole: le ampie vetrate a tutt’altezza con serramenti in alluminio immettono sulla piscina e sulla natura che circonda la residenza.
La transizione dalle stanze alla piscina è in parte ricavata all’interno della sagoma dell’edificio, formando un elemento di protezione per le vetrate e nello stesso tempo uno spazio che conduce alla loggia, unificato dalla medesima pavimentazione. Gli ambienti interni hanno pavimentazioni in legno di noce che negli ambienti di servizio si intersecano con una orditura in pietra.

lunedì 3 dicembre 2012

Huis Bierings

























Luogo: Utrecht

Architetto: Rocha Tombal

Anno di realizzazione: 2012
 
La villa indipendente a Utrecht è stato creata dall'architetto olandese Rocha Tombal e cattura l'attenzione in primo luogo per le sue aperture estruse, che puntano in tutte le direzioni e offrono una vista tutto l'esterno della casa. Le aperture è dotato di un ulteriore riquadro di vetro in modo tale che la riflessione del vetro copre le cornici delle finestre al suo interno, che sono quindi solo in evidenza al secondo sguardo. 

Inoltre, la casa completamente, con l'eccezione delle vetrate vedetta, è coperta con assi di legno. All'interno, le superfici perfettamente si appoggiano in modo che i bordi del muro sono solo linee sottili. Linee sottili indicano che vi è una porta nascosta dietro. Le porte stesse sembrano essere elementi mobili di una parete attrezzata con una maniglia, in modo tale che le porte e le pareti fondono per formare una linea continua di rivestimento in legno. Se le porte sono chiuse, quindi la camera è avvolta da una linea quasi completa ininterrotta di superfici diritte per trasmettere una sensazione familiare. Gli armadi che sono ad incasso nelle pareti, e quindi scompaiono. 
Solo le prese di corrente e le strutture tecniche sono presenti come ingombranti forme bianche.

Tratto da: www.rocha.tombal.nl