domenica 23 settembre 2012

Culture Tourist Information Cente











Asakusa Culture Tourist Information Center by Kengo Kuma from JA+U on Vimeo.


Luogo: Asakusa, Tokyo, Giappone

Architetto: Kengo Kuma e associati

Anno di realizzazione: 2008

Casa The rose








































Luogo: Yamanaka, Giappone

Architetto: Shigeru Ban

Anno di realizzazione: 1998

La casa The rose, vista dall'esterno, appare come un blocco, un unico cubo di cemento in cui i principali spazi interni si propongono come assenze dell'abitazione. Sono vuoti scavati in un solido generico.  
Dall'intertno invece la casa è percepita in un modo differente. All'interno i vuoti diventano sagome di cemento indipendenti che sembrano fluttuare nello spazio. Indipendenza tra esterno ed interno. Il vuto fluttua come oggetto immateriale nel nulla. 
Superfici di vetro per i pavimenti, parerti e scale collegano i vari spazi, offrendo visioni insolite.
Le facciate mostrano con le loro forme i vuoti del edificio, grandi vetrate che danno luce agli spazi più importanti, collegano la casa con l'esterno, l'urbano. il vetro e il cemento sono elementi importanti in questa struttura, insieme permettono l'entrata della luce facendola penetrare in tutti gli angoli dell'edificio. i corpi solidi ricevono luce dalle facciate.

Casa Furniture


























Luogo: Yamanaka, Giappone

Architetto: Shigeru Ban

Anno di realizzazione: 1998

Il minimalismo, di questa abitazione, altera in meno possibile l'ambiente naturale. 
Casa forniture dialogo, quindi, con l'esterno. La casa, di circa 110 metri quadrati, è un elemento indipendente, autonomo, che contrasta con la vegetazione delle montagne circostanti.
Shigeru Ban ha progettato la struttura partendo dalla suddivisioni degli interni, in modo da conferire all'abitazione una semplicità orientale. 
Questa abitazione è una casa mobile, ovvero si basa su unità mobili prefabricate che occupano tutta l'altezza dell'edificio e sono neccessarie sia come struttura sia come elementi che definiscono lo spazio. 
Le unità mobili hanno contemporanemaente due funzioni: 
quella di arredo e quella di essere elementi costitutivi, ciò permette una riduzione dei costi e della manodopera. 
Le facciate dell'abitazione sono in vetro, senza infissi, come da principio minimalista per cui l'interno della casa è visibile dall'esterno e dall'interno è visibile il paesaggio naturale.


Casa Shell





























Luogo: Nagano nel bosco di Karuizawa, Giappone

Architetto: Kotaro Ide

Anno di realizzazione: 2008

Casa Shell, shell house, anche detta casa guscio di chiocciola progettata dall’architetto giapponese Kotaro Ide dello studio artechnic. Kotaro ha pensato a questa casa come ad una casa per le vacanze, in grado di sopportare le temperature delle estati umide e degli inverni freddi del Giappone, per questo la casa è realizzata in cemento armato.
Una singolare abitazione la cui forma geometrica di due sagome ellittiche che messe insieme danno vita ad una forma che evoca la lettera “J“ di Japan.
La casa è sollevata dal suolo per circa un metro ed è immersa nella natura.
Il cemento non è l’unico materiale utilizzato: viene impiegato il legno per terrazze e scalinate e il vetro per le vetrate.
Obiettivo del progettista è consistito anche nel realizzare una residenza in perfetta sintonia con il contesto naturale destinato ad ospitarla: 
“Essere in sintonia con la natura – spiega Kotaro Ide – non significa arrendersi alla natura, ma coesistere con essa. E la condizione di esistenza della struttura dipende dalla sua capacità di resistere alla natura”. Di qui la scelta di utilizzare materiali isolanti e molto resistenti. “Abbiamo dedicato grande attenzione ai parametri di comfort e prestazione della casa – assicurano dallo studio Artechnic – perché visite brevi esigono anche momenti di manutenzione ridotti”.
Il progetto prevedeva la realizzazione di una casa attorno ad un grande abete centrale, con una fila di pini come panorama principale. Così fu pensata la struttura a conchiglia, dove la sezione a C avrebbe circondato l’abete, e la pianta dell’edificio avrebbe avuto la forma di una J.



Casa P







Luogo: Gramastten, Austria

Architetto: Pauhof Architects

Anno di realizzazione: 1998

La riduzione radicale delle forme geometriche è l’elemento chiave di questa abitazione. 
Forme geometriche che sembrano creare un avvicinamento stilistico alla semplicità più essenziale.
La casa è formata principalmente da due volumi, orientati di novanta gradi l’uno rispetto all’altro.
 I volumi sono diversi tra di loro: uno lucido privo di supporti visibili, rivestito di lamine in alluminio, che sta sopra all’altro più grande, ruvido e pesante, di cemento.  Nel primo è collocata la zona notte e nel secondo, nel piano terra, invece, la zona giorno.
Questo gioco di opposizione tra i due volumi rifiuta le tipologie dell’architettura rurale austriaca.
Un valore aggiunto della casa è che gode di splendidi panorami. Gli spazi interni danno una sensazione di ampiezza visivamente, in realtà la metratura è molto più inferiore. Calda e confortevole all’interno e sobria all’esterno.
La scelta dei materiali, il controllo delle articolazioni volumetriche, texture e dettagli costruttivi, l’inserimento nel paesaggio e la permeabilità tra interno ed esterno sono i risultati più importanti della casa P.